Datazione (rilevata):
29 Maggio 1243
01. Atto
Datazione (rilevata):
29 Maggio 1243
Persone:
rogante: Armaleone notaio
esemplante: Bonagiunta di Urbicciano giudice ordinario e notaio dell'Aula Imperiale (signum: 2)
testimone: Bonagiunta Urbicciani Giudice Ord. e Notaio dell'Aula Imperiale trasse dal libro di Armaleone Notaio con suo permesso.Iacobo quondamm Preitello speziale litigante dall'altra fanno compromesso della vertenza fra loro pendenti in Gerardo quondamCarincione e in Giovanni quondamStefano. Fatto in Lucca nella casa di detto Gerardo
testimone: presenti Donato à. e Domasco figlio di Ventura.La lite era come appresso. Chiedeva il detto Iacobo da Gerardino come erede del fu Gavino della Polverella suo germano due once d'oro di capitale o Libbre 10 d'olio anzi di denari piccoli stima di detto oro
testimone: il quale oro Iacobo avea pagato per detto fu Gavino a Guilielmo messo di Brandasio
testimone: come da cartula di Pasquale di Padova; Inoltre chiedeva soldi 8 di denari piccoli per spese fatte a tale oggetto e finalmente le usure e danni Gerardino negava dover quanto sopra
testimone: e invece chiedeva come erede di detto Gavino la restituzione di una spada del valore di 16 soldi di denari lucchesi piccoli
testimone: o la detta stima
testimone: più un coltello del valore di soldi 7 o la detta stima
testimone: più una coltre di panno ebambacie del valore di 40 soldi o detta stima
testimone: più un cappuccio di soldi 6 o la stima
testimone: più un mantello di soldi 40 e detta stima
testimone: più tanto in triaca e in giving del valore di œ 15 o detta stima.Il 29 Maggio di detto anno gli arbitri profferirono il loro laudamento condannando Gerardino a pagare a detto Iacobo œ 6 di buoni denari piccoli e Iacopo a restituire a detto Gerardino il cappuccio e coltello che ha confessato di avere
testimone: assolvendo l'una e l'altra parte dal superfluo.Proferito in Lucca nella casa di Armaleone Notaro; presenti Bonagiunta Notaio figlio di Perfetto Urbicciani e Bencasano di Maschiano quondamTagliante
Regesto:
Bonagiunta Urbicciani Giudice Ord. e notaio dell'Aula Imperiale trasse dal libro di Armaleone notaio con suo permesso.
Iacobo quondam Preitello speziale litigante dall'altra fanno compromesso della vertenza fra loro pendenti in Gerardo q. Carincione e in Giovanni quondam Stefano. Fatto in Lucca nella casa di detto Gerardo, presenti Donato . . . . e Domasco figlio di Ventura.
La lite era come appresso. Chiedeva il detto Iacobo da Gerardino come erede del fu Gavino della Polverella suo germano due once d'oro di capitale o Libbre 10 d'olio anzi di denari piccoli stima di detto oro, il quale oro Iacobo avea pagato per detto fu Gavino a Guilielmo messo di Brandasio, come da cartula di Pasquale di Padova; Inoltre chiedeva soldi 8 di denari piccoli per spese fatte a tale oggetto e finalmente le usure e danni Gerardino negava dover quanto sopra, e invece chiedeva come erede di detto Gavino la restituzione di una spada del valore di 16 soldi di denari lucchesi piccoli, o la detta stima, più un coltello del valore di soldi 7 o la detta stima, più una coltre di panno ebambacie del valore di 40 soldi o detta stima, più un cappuccio di soldi 6 o la stima, più un mantello di soldi 40 e detta stima, più tanto in triaca e in giving del valore di £ 15 o detta stima.
Il 29 Maggio di detto anno gli arbitri profferirono il loro laudamento condannando Gerardino a pagare a detto Iacobo £ 6 di buoni denari piccoli e Iacopo a restituire a detto Gerardino il cappuccio e coltello che ha confessato di avere, assolvendo l'una e l'altra parte dal superfluo.
Proferito in Lucca nella casa di Armaleone notaio; presenti Bonagiunta notaio figlio di Perfetto Urbicciani e Bencasano di Maschiano quondam Tagliante, testimone
Aggiornamenti:
1999-07-21, Contessa
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