Datazione (rilevata):
24 Settembre 1264
01. Atto
Datazione (rilevata):
24 Settembre 1264
Persone:
rogante: Giovanni di Boccamele, giudice e notaio dell'Aula Imperiale (signum: 1)
testimone: essi frati
Regesto:
Giovanni Boccameli Giudice e notaio dell'Aula Imperiale.
Frate Iacobo Priore de' frati del collegio dell'Ordine de' Servi di S. Maria della chiesa di S. Michele della corte degli Avvocati unitamente ai suoi frati col consenso d'Enrico Vescovo di Lucca vendono a Rainerio quondam Dati di Coreglia tutte le terre che tiene Vita di "Palmatora" da detta chiesa, rendendo annualmente un carro di vino chiaro in Gennaio, le quali terre sono poste in Aquilea e questa vendita fanno per il prezzo di £25 di denari lucchesi che essi debbono erogare nel pagamento di un debito che hanno contratto per l'acquisto di una casa che fu già de' nobili di Pescia posta presso la suddetta chiesa. Inoltre Don Cacciaconte quondam Don Rainerio avvocato e Don Arrigo quondam Orlando avvocati e Don Riccomanni Avvocati e Guillielmo quondam Normanni Avvocati e per sè e per i suoi nepoti quondam Opizo suo germano acconsentono a quanto sopra rinunziando ad ogni loro diritto e ratificando la suddetta vendita.
Fatti in Lucca nel palazzo vescovile presenti Don Bono Antelminelli e Albertino, Malagallie giudice e parte Orione e Lamberto pievano di Guarasana.
Questa vendita venne in seguito ratificata anche da Tancredo quondam Ceci avvocati e da Rusticuccio quondam Marsucchi avvocati e da Don Orlando Sesmundini.
Segue quindi altro atto del 29 novembre di detto anno col quale Don Mezzolombardo quondam Don Corrado di Pescia come procuratore di Uguccione quondam Don Iacobini ed Isacco quondam Don Fraimerigo di Pescia per ricever denari dichiara come procuratore suddetto ed anche per sè stesso di essere stato pagato di 3 50 della somma di £115 loro dovute per la vendita fatta ai suddetti frati della casa appartenente a esso Mezzalombardo e ai predetti e ad altri nobili di Pescia.
Fatto in Lucca nel claustro della chiesa dei frati Serviti di S.
Maria di S. Michele della corte degli Avvocati a piè della casa di detta chiesa, presenti Don Lombardo quondam Don Iacopo Rape, Don Fastello (?) di Firenze quondam. . . . e Frate Iacobo Priore di essi frati testimoni.
Aggiornamenti:
2000-01-27, Contessa
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