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Diplomatico



06-04-1301 - S.ROMANO (pergamena)

Datazione (rilevata): 6 Aprile 1301

Misure: 490 x 530 mm
Materiale: pergamena
Stato: integra
Stato di conservazione: ottimo
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 0

01. Atto

Datazione (rilevata): 6 Aprile 1301

Carattere: privato
Traditio: copia
Topica: "" nella chiesa del detto monastero alla grata o parlatorio / S. Maria di Gattaiola, nella chiesa del monastero

Persone:
rogante: Guidone di Aldibrandino Boccansocchi
esemplante: Rainerio figlio di Guidone Pollini, notaio (signum: 2)

Regesto:
Rainerio figlio domini Guidonis Pollini notaio trasse dai rogiti Guidonis Aldebrandini Boccansocchi con sua licenza.
Essendovi lite controversie e quistioni tra il monastero e monache di S. Maria di Ghactaiola della diocesi di Lucca da una parte e frate Opizone priore del convento dei frati predicatori di Lucca, e frate Simone Saltarelli di Firenze, lettore del detto convento, per loro stessi e per domino Amato, rettore dell'Ospedale di Altopasso, per il quale promisero la ratifica di tutte le cose infrascritte, esecutori del testamento della buona memoria quondam domini Ruffini di Ficeclo arcidiacono Remense (di Reims), già e poi arcivescovo mediolamemse, dall'altra sopra i beni dei legati per detto quondam Ruffino all'Ospedale da farsi e completarsi, e che già era principiato in vita dal detto Ruffino come si contiene nel suo testamento e codicilli e sopra esso ospedale e terreno e sito dove era già cominciato, e altri legati; volendo le dette parti cessare dalle liti, comporre, transigere etc. , donna Umilia, abbadessa del detto monastero, conregate le monache a Capitolo alla grata o parlatorio del detto maonastero, per loro, per il monastero di S. Salvatore di Ficeclo che dicono loro appartenere e per il guardiano del convento dei frati minori di Lucca da una parte, ed i detti fidecommissarii della predetta ultima volontà dall'altra, concordano e fanno patto e stipulazione in questo modo, cioé, che la casa del detto Ospedale col suo territorio, la quale è fuori del castello di Ficeclo verso il ponte dell'Arno, venga nel libero dominio del detto monastero e di più lire 100 di buona moneta pisana sui beni del detto quondam Ruffino, rimanendo tutti gli altri beni e diritti legati al detto Ospedale ai detti esecutori testamentari, facendo la detta abbadessa e monache fine e refutazione ai detti esecutori.
Nella quale liberazione non sono però comprese lire 40 di denari, giudicate alla Pieve di Ficeclo. Dippiù fanno patto che l'Ospedale da edificarsi dai detti fidecommissarii sia edificato nel luogo e nel territorio del castello del detto Ruffino nel luogo detto "Misceta", il quale è fuori Ficeclo verso Cappiano.
"Actum" nella chiesa del detto monastero alla grata o parlatorio di detto luogo.


Aggiornamenti:
2000-03-15, Contessa

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