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05-02-1218 - S.PONZIANO (pergamena)

Datazione (rilevata): 5 Febbraio 1218

Misure: 232 x 390 mm
Materiale: pergamena
Stato: integra
Stato di conservazione: ottimo
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 93

01. Atto

Datazione (rilevata): 5 Febbraio 1218

Carattere: pubblico
Traditio: originale
Topica: Pistoia, presso la chiesa maggiore, nella casa della cappella di S. Iacopo

Persone:
rogante: Veroso notaio della Sede Apostolica (signum: 1)
testimone: Jacobo e di Giunta quondam Romanello.

Regesto:
Veroso notaio della Sede Apostolica.
Il pontefice Onorio 3° avendo incaricato Federico Canonico di Pistoja di prendere conizione e decisione sulla querela promossa contro i Comuni di Massa Pisana e di Valle di Serchio dal monastero di S. Ponziano per danni che gli avevano recati sopra alcune possessioni ed altre cose, il sudd. Federigo citò a presentarsi al suo cospetto per li comuni di Massa Pisana, i consoli e Rettori della terra o Cappella di S. Maria Lei Judicis di S. Cristofano, di S. Pietro amiata, di S. Lorenzo a Vaccole, di S. Salvatore a Vaccole, di S. Giovanni a Escheto, di S.
Ambrogio, di S. Bartolomeo di Gello, di San Michele a Escheto e i comuni e gli uomini di dette terre, similmente fra quelli di Valle di Serchio citò i Consoli o Rettori della terra o cappella di Cosa, di Lugnano, di Riprafratta, di Mutilliano, di Patrignone, di Papiano, di Ponte, di Bucugnano, di Corliano, e i comuni e uomini di quelle terre e cappelle. Essendosi però contumaci i detti consoli, uomini e comuni ricevettero il libello presentatoli dal detto monastero, nel quale Massacarello Avvocato Sindico e procuratore nel monastero chiedeva dai consoli e Rettori e comuni delle predette terre e cappelle di Massa Pisana e Valle di Serchio e dai singoli delle stesse comunità la restituzione di quanto avevano occupato e invaso di un pezzo di terra di misura 40 modiora, nel quale fu già un casalino e vi era una fonatna ed era posto nel luogo detto Monte Flesso e si dice Albareto, e si chiama Montecalcoli, e chiedeva inoltre che non fossero fatte entrare le bestie in detta terra, e che non vi facessero erbe o calocchie o stipe o carbone o legna. Al seguito di che detto Federigo mise in possesso detto Monastero della terra richiesta. Fu proferita e recitata questa sentenza in Pistoia, nella casa della Cappella di S. Jacobo presso la chiesa Maggiore, alla presenza di Bondio rettore di S. Maria, di prete Anselmo, di prete Aldimarindo Cappellano della Cappella di s.
Jacobo e di Giunta quondam Romanello. Testimoni.


Aggiornamenti:
1999-06-14, Contessa

Immagini:
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