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10-03-1191 - S.PONZIANO (pergamena)

Datazione (rilevata): 10 Marzo 1191

Misure: 225 x 305 mm
Materiale: pergamena
Stato: integra
Stato di conservazione: buono
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 57

01. Atto

Datazione (rilevata): 10 Marzo 1191

Carattere: privato
Traditio: originale

Persone:
rogante: Pietro del fu Gerardino prenominato Leccamolino giudice e notaio imperiale (signum: 1)
testimone: suddetti
testimone: nello stesso luogo e giorno
testimone: rinunziarono a

Regesto:
Petro quondam Gerardino prenominato Leccamolini Giudice e notaio Imp.
Verteva lite fra Angelo avvocato di S. Ponziano per il monastero da una parte e Troccolo e il suo figlio Ardunìino dall'altra parte, la quale era come appresso. Il suddetto Angelo chiedeva ai medesimi che rilasciassero al monastero una vigna in Fontanelle, presso la chiesa di S. Salvatore, ed inoltre chiedeva un carro e mezzo di vino a staio del suddetto luogo, ovvero soldi 60. Essi negavano. Soggiungeva Angelo che dalla cartula scritta da Cipriano notaio appariva che essi dovevano rendere della suddetta terra dieci staia di mosto per la loro parte. I medesimi assentivano, ma aggiugevano che in seguito Arrigo Ab. diminuì l'affitto di due staia, lo che Angelo impugnava. Questa lite venne compromessa in Arrigo monaco e in Aldibrandino d'Arbusciano, alla presenza di Rustichello Ganghi e di Guidolino Malafronte e di altri, sotto il portico di detto Monastero, il di 10 Marzo 1191. I detti arbitri o laudatori il giorno medesimo, nello stesso luogo così definirono questa lite, alla presenza di bartolomeo figlio di Rolando giudice, di Sandonese quondam Margatto, di Guidolino Malafonte, e di Bonaldo e Tolomeo, condannado Traccolo e il suo figlio a pagare al monastero sessanta soldi lucchesi per affitti retenti, ed a rendere in seguito annualmente 10 staia di mosto per loro parte, ossia per la metà di detta terra: e se ciò non piacesse, a rilasciare al monastero il pacifico possesso della terra stessa. Ed avendo essi dichiarato di non volere più ritenere quella terra, alla presenza dei suddetti testimoni, nello stesso luogo e giorno, rinunziarono a pro del monastero ad ogni azione, diritto, libellaria e miglioramento che loro competeva sulla medesima.


Aggiornamenti:
1999-06-04, Contessa

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