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22-02-1246 - S.M.FORISPORTAM (pergamena)

Datazione (rilevata): 22 Febbraio 1246

Misure: 300 x 415 mm
Materiale: pergamena
Stato: integra
Stato di conservazione: ottimo
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 47

01. Atto

Datazione (rilevata): 22 Febbraio 1246

Carattere: privato
Traditio: copia
Topica: Lucca (?), nella casa del testatore e di Arrighetto suo fratello

Persone:
rogante: Nigozante
esemplante: Cecio giudice e notaio dell'Aula Imperiale (signum: 2)

Regesto:
Cecio Giudice e notaio dell'aula Imperiale trasse dal Rogito di Nigoziante Prete Uberto priore della chiesa di S. M. a Forisportam lasciò delle cose sue alla detta chiesa, per testamento, due staia di grano, che annualmente gli rende Parazaniello di Parazana in riparazione di quello che fin qui esso testatore sottrasse a detta chiesa. Inoltre lascia alla medesima altre quattro staia di grano, che rende annualmente Lambercione della pieve S. Paolo, con questo che debbano vendersi dal camerario e dal loro retratto debbano avere i canonici e familiari della chiesa un ferculo di carne nel giorno del suo anniversario, o di altro se in quel giorno non potrà mangiarsi carne, e una refezione per tre poveri.
Inoltre le lascia sette staia di biada fra grano e miglio, coll'obbligo pei canonici di fare annualmente l'anniversario a lui ed Arrighetto suo fratello. Inoltre le lascia altre 4 staia di grano e otto denari che gli rende Tacca di Tassignano per tenimento perpetuo e gli lascia per i bisogni della sagrastia, e a condizione che debba goderli Arrighetto suo fratello finchè vivrà. Di più le lascia i suoi paramenti per celebrare la messa, con questo che la chiesa debba dare indumenti vecchi quando il suo corpo sarà sepolto e fare le spese del funerale eccetto di 12 candele che lascia del suo funerale a detti canonici. Finalmente lascia alla medesima la sua coppa d'argento bollata minore per fare una croce in detta chiesa per ornamento della medesima, coll'obbligo di farla entro 8 anni dopo la sua morte, che pesi 15 o 16 once altrimenti questa disposizione non abbia effetto.
Queste disposizioni fa oltre quelle contenute nel testamento scritto da Nigozante notaio.
Fatto in casa di detto priore d'Arrighetto, presenti Don Placito monaco degli Scalsi di S. Michele Pisano, Pellegrino cherico quondam Lamberti e prete Lucchese che dimora in detta chiesa di S. Maria, testimone


Aggiornamenti:
1999-07-21, Contessa

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