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Albero



13-05-1333 - RECUPERATE (pergamena)

Datazione (rilevata): 13 Maggio 1333

Misure: 570 x 550 mm
Materiale: pergamena
Stato: medie lacune
Stato di conservazione: ottimo
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 384

01. Atto

Datazione (rilevata): 13 Maggio 1333

Carattere: privato
Traditio: originale
Topica: Giovanna invece sostiene che spetta a lei, attraverso la defunta Coluccia sua sorella, altra figlia ed erede in quarta parte di ser Faitinello. Ciardello, marito di Giovanna, e Nello, figlio di Ceccora, fanno compromesso della questione nell'arbitrato di Pessuccio del fu "dominus" Pietro Malizardi e Paolino del fu Coluccio di Tangrande. " Luce", Testimone il "dominus" Dino di Poggio, Orso Bacciomei famiglio di Ciardello / Lucca

Persone:
rogante: Francesco
testimone: 1333 mag.10 Pessuccio e Paolino suddetti pronunciano il lodo arbitrale e dichiarano Giovanna erede di Ottavese per un terzo e Ceccora per due terzi; si stabilisce l'usufrutto di certi beni
testimone: che si elencano
testimone: in favore di Ceccora
testimone: i quali alla morte di lei passeranno a Giovanna per un terzo
testimone: e per due terzi agli eredi di Ceccora. Gli arbitri dispongono inoltre circa varie rendite corrisposte alle due sorelle da vari renditori. furono Francesco del fu Nerio Passe e Fredo del fu Michele di Gentile
testimone: cittadini lucchesi

Regesto:
ser Francesco Monna Giovanna, moglie di Ciardello del "dominus" Brunetto Malizardi e figlia del "dominus" Bartolomeo da Villanova e della fu monna Fanuccia, che era erede del fu ser Faitinello di Guglielmo Faitinelli per una quarta parte, e monna Ceccora, vedova del "dominus" Filippo di Tangrande e figlia ed erede per la quarta parte del detto fu ser Faitinello, sono in questione per l'eredità della fu monna Ottavese, vedova di ser Faitinello e madre Ceccora e della fu Fanuccia. Ceccora sostiene che la eredità di Ottavese spettava tutta alla fu Francesca, figlia dei furono Nicola degli Opizzoni e Chiaruccia, figlia di ser Faitinello e sua erede in quarta parte ed ora, per testamento di Francesca, tale eredità spetta a Ceccora.
Giovanna invece sostiene che spetta a lei, attraverso la defunta Coluccia sua sorella, altra figlia ed erede in quarta parte di ser Faitinello. Ciardello, marito di Giovanna, e Nello, figlio di ceccora, fanno compromesso della questione nell'arbitrato di Pessuccio del fu "dominus" Pietro Malizardi e Paolino del fu Coluccio di Tangrande. "Actum Luce", testimoni il "dominus" Dino di Poggio, Orso Bacciomei famiglio di Cierdello.
1333 mag. 10 Pessuccio e Paolino suddetti pronnciano il lodo arbitrale e dichiarano Giovanna erede di Ottavese per un terzo e Ceccora per due terzi; si stabilisce l'usufrutto di certi beni, che si elencano, in favore di Ceccora, i quali alla morte di lei passeranno a Giovanna per un terzo, e per due terzi agli eredi di Ceccora. Gli arbitri dispongono inoltre circa varie rendite corrisposte alle due sorelle da vari renditori. Testimoni furono Francesco del fu Nerio Passe e Fredo del fu Michele di Gentile, cittadini lucchesi.
1333 maggio 26 Monna Giovanna ratifica il lodo.
Proveniente da Notari, 126/I.


Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
2006-12-31, Nelli Sandro

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