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Albero



16-03-1323 - RECUPERATE (pergamena)

Datazione (rilevata): 16 Marzo 1323

Misure: 570 x 880 mm
Materiale: pergamena
Stato: piccole lacune
Stato di conservazione: buono
Condizione: stesa
Segnatura antica: mazzo n. 0

01. Atto

Datazione (rilevata): 16 Marzo 1323

Carattere: pubblico
Traditio: originale
Topica: " Luce", Testimone Cegna "Ugolini" e Cecco "Simi" / Lucca

Persone:
rogante: Finocchio del fu Giovanni, "Alme Urbis Praefecti auctoritate iudex ordinarius et notarius" (signum: 1)
testimone: Con atto dello stesso giorno e davanti agli stessi
testimone: Pagano e Coluccio fanno l'inventario dei beni ereditari dei fratelli minori
testimone: nel quale si elencano terreni e rendite da essi ricavate
testimone: Con altro atto dello stesso giorno e con gli stessi
testimone: Pagano e Coluccio espongono al Console che i pupilli devono alla madre per loro metà lire 112 e soldi 10 della di lei dote
testimone: e chiedono ed ottengono licenza di alienare una rendita pupillare a questo scopo
testimone: Nel Consiglio Generale
testimone: alla presenza di Ferro
testimone: vicario del Podestà
testimone: degli Anziani e dei Nettorino del fu Giovanni "Moriconis" e Vanni "Belli"
testimone: il messo pubblico Puccino "Bonaccorsi" detto Loppellia proclama pubblicamente la suddetta licenza di vendere beni pupillari

Regesto:
ser Finocchio del fu Giovanni, "Alme Urbis Praefecti auctoritate giudice ordinarius et notarius" 16 mar.
Bettuccio console (della Curia di S. Cristoforo?) unisce a monna Tora, vedova di Luparello del fu Troccolo, quali tutori dei loro figli minori Turino e Giovanni, anche Pagano e Coluccio, figli maggiori di Tora e di Luparello.
"Actum Luce", testimoni Cegna "Ugolini" e Cecco "Simi".
Con atto dello stesso giorno e davanti agli stessi testimoni, Pagano e Coluccio fanno l'inventario dei beni ereditari dei fratelli minori, nel quale si elencano terreni e rendite da essi ricavate.
Con altro atto dello stesso giorno e con gli stessi testimoni, Pagano e Coluccio espongono al Console che i pupilli devano alla madre per loro metà lire 112 e soldi 10 della di lei dote, e chiedono ed ottengono licenza di alienare una rendita pupillare a questo scopo.
19 mar.
Nel Consiglio Generale, alla presenza di Ferro, vicario del Podestà, degli Anziani e dei testimoni Nettorino del fu Giovanni "Moriconis" e Vanni "Belli", il messo pubblico Puccino "Bonaccorsi" detto Loppellia proclama pubblicamente la suddetta licenza di vendere beni pupillari.
Segue atto incompleto, mai terminato, con il quale Pagano e Coluccio, debitamente autorizzati, vendono a Turello del fu Bartolomeo di Buoncristiano da Antraccoli, che agisce anche per il fratello Cristiano e per il nipote Massuccoro, figlio di suo fratello Calcetto, la rendita di staia 28 di biada, grano e miglio.
Proveniente da Archivio dei Notari (p. I) 48


Aggiornamenti:
1900-01-01, Contessa
2006-12-31, Nelli Sandro

Immagini:
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